mercoledì 28 novembre 2012

Wedding Planner: IL RICEVIMENTO

Come avrete intuito l'organizzazione di questo sposalizio sta prosciugando tutte le mie [scarse] energie mentali inducendomi, per giunta, a trascurare i miei doveri di bloggher. 

Per farmi perdonare ho deciso di mettere a disposizione dell'umanità intera la mia recente esperienza in materia di organizzazione di matrimoni affinché almeno voi non dobbiate patire quello che sto patendo io. E lo farò attraverso questa nuova rubrica che si chiamerà WEDDING PLANNER

Wedding Planner funziona così: ogni volta che risolvo un problema ci faccio un post sopra. Quindi, sempre se il mio Coinquilino - nonché Fornitore di Brillocchio - non si scoccia di vedermi andare in giro come un'Erinni furiosa accusandolo di ogni male sulla faccia della Terra, ritengo che alla fine del tour de force vi avrò resi edotti su tutto quello che c'è da sapere per organizzare un matrimonio nei limiti della decenza.

È inutile girarci intorno. In termini di tempo, soldi, stress e impatto sugli ospiti il ricevimento rappresenta il 70% di un matrimonio. Quindi, smettetela di guardare i vestiti da sposa, e occupatevi di scegliere come e dove fare abbuffare i vostri invitati.

Matrimonio in Comune o in Chiesa?

Fino a pochi giorni fa avrei risposto “Matrimonio in Comune tutta la vita” perché il matrimonio in Comune è essenziale, concreto e soprattutto non c’è il rischio che un vecchio con i peli che gli escono dalle narici ti dica come dovrai comportarti per il resto della tua vita.
Tuttavia, sto cambiando idea. E non perché “in Chiesa è più bello”. E non perché voglio mettermi il vestito da principessa con lo strascico. E non perché ho avuto un’inattesa crisi mistica. No. Perché – tenetevi forte – sposarsi in Comune nel Sud Italia è un’impresa apocalittica.
Infatti per tutta una serie di motivazioni che adesso mi scoccia spiegarvi, in caso di rito civile non si può programmare il matrimonio/ricevimento con un anticipo di più di 6 mesi e questo, nel Sud Italia, implica la certezza matematica di non trovare un luogo dove svolgere il ricevimento. 
Quindi:
-          o accetti il rischio concreto di sposarti un giorno e di festeggiare 4 mesi dopo,
-          oppure ci rinunci e decidi di sposarti in Chiesa, prenotando con tre anni di anticipo.
Io ho scelto il brivido di prenotare in un posto per una certa data sperando che il Comune mi permetta di sposarmi quella mattina. E che il Sindaco me la mandi buona!

Ma ne siete proprio sicuri?

No, non parlo del matrimonio. Parlo del ricevimento. Quello grosso, grasso, con 200 invitati, pranzi, cene, musiche, bailamme. Io sinceramente no. 
Organizzare un ricevimento, qualunque sia la formula, è stressante e si rischia di trascorrere i mesi prima del matrimonio ad angosciarsi per questioni tutto sommato futili. 
Inoltre, i ricevimenti sono sempre costosi e, in tempo di crisi, precariato, choosy e spread l'idea di spendere decine di migliaia di euro per qualche ora di festeggiamento è oggettivamente difficile da accettare. A meno che la vostra famiglia non possieda tenute, castelli, ristoranti e alberghi, risparmiare sul costo del ricevimento è pressappoco impossibile. Al massimo potrete diminuire il prezzo di un 10 euro a testa, ma quel risparmio così modesto si rivelerà potentemente in un menù grossolano, in vini scadenti e in location pacchiane. Insomma ci fate una brutta figura e ci spendete comunque un patrimonio.

La formula.

Se per ogni coppia prossima al matrimonio che afferma “Noi  faremo una cosa originale” e che poi finisce col fare la cosa più tradizionale e conformista possibile ci dessero un centesimo, potremmo ripagare il debito pubblico italiano. 
Una volta capito questo semplice concetto, è possibile affrontare l’organizzazione di un ricevimento di matrimonio, non dico con serenità!, ma almeno con un livello di paturnie inferiori al 50% dell’umore totale.

Infatti, la maggior parte delle coppie nelle prime fasi di delirio pre-matrimoniale avanza propositi velleitari tipo “vorrei fare un buffet in piedi anziché un pranzo” oppure “mi piacerebbe sposarmi in spiaggia al tramonto”. Sappiate che questo genere di cose sono fattibili solo se siete orfani. Altrimenti i vostri genitori inizieranno a ripetervi 30 volte al giorno che in questo modo tutti i parenti vi odieranno, che nessuno vi farà un regalo e che, se vi ostinate a non voler fare un pranzo tradizionale col culo su una sedia dalla prima all'ultima portata, venderanno il vostro posto nella tomba di famiglia.
Io personalmente vi consiglio di non essere troppo ostinati. Vostra madre la sa più lunga di voi ed è capace di rompere le palle in maniera molto più efficace e prolungata nel tempo. Inoltre rischiate di farvi odiare dalla suocera prima che lo diventi a tutti gli effetti [che non è un'idea molto intelligente dato che la mamma è sempre la mamma]. Se non potete trovare un giusto compromesso, arrendetevi prima che vi venga un esaurimento nervoso.

Per gli illusi che cercano di far accettare ai genitori l'ipotesi di un buffet in piedi con l'alibi che costa di meno, sappiate che FARE UN BUFFET IN PIEDI COSTA DI PIU' DEL CLASSICO BANCHETTO NUZIALE! Stupiti? Scioccati? Basiti? Beh anche io lo ero inizialmente e già ero convinta che si trattasse di un cartello di ristoratori per evitare il crollo dei prezzi. E invece no, c'è una motivazione reale alla base di questo paradosso della ristorazione. Infatti la maggior parte dei costi di un ricevimento non è costituita dal cibo ma dai servizi collegati. Un buffet in piedi, per riuscire bene [cioè per non assomigliare all'happy hour che vi fate il giovedì sera con quelle sciacquette delle vostre amiche che poi tornate sporche di crocché e vodka tonic], ha bisogno delle stesse quantità di cibo MA del doppio dei camerieri e delle stoviglie.

La location.

La scelta della location ha fatto naufragare tanti fidanzamenti che sono arrivati al capolinea dopo la terza crisi isterica della sposa indecisa. Il mio consiglio in questo senso è di trovarvi quello che noi gente del mondo del bisiniss chiamiamo “driver”. Il driver è, per l’appunto, una cosa che ti guida. I driver possono essere molto diversi (un posto che costi poco, un posto che sia elegante, un posto dove si mangi bene, un posto dove si possa ballare fino a notte fonda, un posto all’aperto), ma ciò che li caratterizza davvero è il loro escludersi vicendevolmente.
Quindi, appurato che non troverete mai un posto che sia al tempo stesso all’aperto ed economico, oppure dove si mangi bene e dove si possa ballare fino a tardi, vi conviene definire sin dall’inizio quale sia l’aspetto più importante per voi e scegliere il luogo di conseguenza. Qualcosa andrà sacrificato di conseguenza, ma almeno otterrete quello a cui tenete davvero.

La maggior parte dei matrimoni si svolge in ville dai nomi altisonanti (Villa Cuollo di Cazzo, Villa Astronzo, Villa Cippa Lippa, etc.). Si tratta di veri e proprie fabbriche di matrimoni da cui vi potete aspettare un’ottima organizzazione, un servizio impeccabile e un matrimonio uguale a quello di chi vi ha preceduti e che vi seguirà. 
Ora, siccome le coppie di futuri sposi sono per definizione velleitarie e illuse [sennò mica si sposerebbero!] si sta diffondendo l'usanza di sposarsi in posti insoliti e inusuali.



Molto in voga da qualche anno le spiagge, o meglio, i lidi. Questa soluzione è oggettivamente interessante (per quanto faccia tanto Beautiful!) ma richiede condizioni climatiche eccezionali per non rivelarsi un fallimento.
Infatti se vi sposate nei mesi più caldi dell’estate potrete farlo solo nel tardo pomeriggio perché prima fa troppo caldo e dopo… che senso avrebbe?
Se, invece, vi sposate in mesi meno caldi (maggio, prima metà di giugno, settembre) andate incontro ad ogni sorta di rischi climatici (pioggia imprevista, vento infame, caldo eccessivo, tempo incerto).
E comunque, anche se dovesse filare tutto liscio, dovrete essere preparati a trascorrere la settimana prima del fatidico "sì" pregando in aramaico affinché faccia bel tempo, ma non troppo!





Complice il matrimonio di Kate Moss, io sono sempre più orientata verso la campagna, che offre soluzioni meno standardizzate e più giocose. 
Dagli agriturismi ai castelli, dalle fattorie alle terme, la campagna ha qualcosa da dire a ogni palato. 

Però mo non fate che vi sposate tutti in campagna che sennò l'originalità del mio ricevimento bucolico va a farsi benedire!





Qualche piccolo accorgimento...


Sappiate che ogni ristoratore che si rispetti alla parola “banchetto nuziale” inizierà a vederci doppio per l’avidità e la cupidigia e cercherà di spillarvi quelle poche lire che vi restano in tasca.
Quindi quando vi comunicano il prezzo pro-capite assicuratevi che siano inclusi i seguenti servizi:
-          bevande alcoliche e analcoliche
-         allestimento, cioè sia la mise en place sia gli addobbi floreali e non
-          la pulizia dei bagni (non ridete che in molti posti non è affatto inclusa)
-          i dolci e la torta

E ricordate che al costo del banchetto in sé va aggiunto un 11% di IVA [anzi se avete in programma di sposarvi vi consiglio di muovervi che di questi tempi si rischia che aumenti].

Se non lo avete fatto voi stesse, prima di prenotare sarebbe opportuno e consigliabile inviare qualche amico o parente in incognito per provare la qualità della cucina onde evitare spiacevoli sorprese. Questa prova si deve aggiungere, e non sostituire!, alla prova del menù che è un vostro diritto costituzionale. 


Per il momento questo ho prodotto. Vi tengo aggiornati!

3 commenti:

  1. rubrica interessantissima!
    Però le ville in campagna nel casertano sono già un must da almeno un 4-5 anni!
    Alessandra

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