martedì 9 luglio 2013

NON ROMPERE LE PALLE A UNA FEMMINA IL PRIMO GIORNO DI SALDI

Come tutti gli adulti dotati di capacità di intendere e di volere sanno, l'universo è retto da milioni di leggi non scritte, che silenziosamente regolano il destino di noi umani. Queste leggi non ammettono infrazioni perché l'ordine costituito ne risentirebbe al punto tale da causare la contemporanea apertura di buchi neri in ogni parte della galassia. La più sacra di tali leggi è  quella che esprime l'antico brocardo:

NON ROMPERE LE PALLE A UNA FEMMINA IL PRIMO GIORNO DI SALDI 
(e più in generale nella prima settimana di gennaio e luglio)

Ebbene tale sacra legge è stata infranta, signori. Ma facciamo un passo indietro perché questa è una drammatica storia di vita vera.

Nelle scorse settimane Coinquilino (che sta allo shopping come la sottoscritta sta alla programmazione in HTML) aveva espresso il desiderio di nuovi capi d'abbigliamento, a cui avevo reagito con un perentorio "Ma sei sbattuto con la testa a terra? il 6 luglio iniziano i saldi! Andiamo il 6 luglio".

In realtà dentro la mia mente perversa si era configurato il seguente piano d'attacco: lui deve comprare cose
--> lo trascinerò in un centro commerciale (che io li odio i centri commerciali però devo ammettere che quando hai poco tempo e necessità disparate essi rappresentano una valida soluzione anziché sbattersi tra Cola di Rienzo e Via del Corso) --> dedicheremo una mezz'ora al suo inutile e meschino shopping maschile privo di soddisfazioni tangibili --> dopodiché mi dedicherò a una sessione intensiva di shopping selvaggio senza dovermi preoccupare di buste, trasporti e quant'altro.

Purtroppo avevo fatto i conti senza l'oste. Dopo aver dedicato qualcosa tipo un'ora e tre quarti ai suoi calzoncini e alle sue polo (tra l'altro il giovin signore non conosce la sua taglia...), mi ero finalmente stabilita in quel di Zara e stavo sfarfalleggiando felice e ignara tra chiodi in pelle nera e tubini a fiori, pregustando il momento in cui avrei varcato la soglia del camerino con tutti e 6 i miei capi tra le braccia, quando Coinquilino si avvicina, mi guarda torvo, indica picchiettando l'orologio e aggiunge "Muoviti!".

Muoviti??? Ma come si fa a dire una cosa del genere a una donna che sta vivendo il momento più felice dell'anno a pari merito con quello in cui si schianta col costume nuovo sotto l'ombrellone leggendo Cosmopolitan??? Ma ce l'hai un cuore? Ma come fai a guardarti allo specchio la mattina quando NON ti fai la barba?
Il mio personale concetto di FELICITA'

Ovviamente questo intervento a gamba testa all'apice del mio rapimento sensoriale da shopping mi ha inibita, stroncando qualsiasi mia velleità in materia. E' finita che per le seguenti 4 ore ho assistito alla scelta di mutande maschili, magliette maschili, costumi maschili, trolley e altre amenità per le quali nutrivo un interesse leggermente inferiore a quello che nutro per le abitudini sessuali dei pinguini. E non sono riuscita a procurarmi nemmeno una forcina per i capelli che non ho.

Una selezione della quantità sproposita di acquisti di Coinquilino
Il ritorno a casa è stato quanto mai mesto ma nella notte tra sabato e domenica - tra una recriminazione e una richiesta di divorzio - ho stabilito che avrei rimediato alla prima occasione possibile. Tale occasione si è verificata lunedì pomeriggio.
Ovviamente gli avvoltoi del primo giorno di saldi avevano già colto le occasioni più interessanti e fatto man bassa delle taglie umane lasciandomi o le XXL o le XXS. Ma sono ugualmente riuscita ad accaparrarmi i seguenti capi di cui avevo assolutamente e insindacabilmente bisogno:

- pantalone taglio sigaretta stampato che ho subito inciarmato esibendomi nel mio primo tentativo di print matching
sì, ragazze, questo fatto di abbinare stampe apparentemente lontane è fattibile

- gonna nera al ginocchio modello tulipano che se ho le gambe chiuse sembro una signora chic e se ho le gambe aperte sembro una zoccolaccia


- camicia jeans very very used che non mi serve a niente e che proprio per questo metterò tantissimo

- un paio di decolté con zeppa-tacco e punta scoperta in vernice rosa cipria per finire di creare il panico nella mia scarpiera.

Comunque la vera notizia non è tanto quello che io ho comprato - che giustamente credo che ve ne importi ben poco - quanto che Zara ha finalmente deciso di fare le taglie giuste.
Ora, io non sono propriamente obesa però fino a ieri non avevo mai avuto l'onore di acquistare da Zara un pantalone perché il mio deretano entrava solo nelle XXL ma a quel punto mi andava largo tutto il resto. Ieri improvvisamente mi entravano i pantaloni M, mi andavano perfetti di vita e di lunghezza e non sembrava che stessi per esplodere come una centrale termonucleare dell'URSS... un'emozione indicibile! una cosa che se non avessi avuto i contributi INPS da versare ne avrei comprati altri 10! Sconvolta da questo fatto ho iniziato a provare i tubini coloratissimi che stavano appesi ovunque ed è accaduto il miracolo: la M mi stava larga. Il cielo si è oscurato, sono venute le cavallette, le imprese hanno fatto contratti a tempo indeterminato ai giovani. Ovviamente non li ho comprati perché avevo ancora ben fisso in mente l'estratto conto però sono belle notizie.

Morale della favola.
Non conta quanto pensiate di amare una persona, non conta se è vostra madre, la vostra migliore amica, il vostro donatore di organi. Se è il primo giorno di saldi dovete essere solo voi, la vostra cazzimma e il vostro plafond sulla carta di credito. 

2 commenti:

  1. hai ragione Nené, il print matching è fattibile! quello della tua foto mi piace molto. ultimamente ho sperimentato righe e fiori, e non mi sono per nulla sentita afflitta da sdoppiamento di personalità =)

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