mercoledì 30 luglio 2014

Vogue... mavafangulo va!

Io di solito non leggo Vogue. Non lo leggevo nemmeno prima di spagnottare, quando avevo quella cosa simpatica chiamata "tempo libero". Non lo leggo perché Vogue è per gli addetti ai lavori o per quelle che effettivamente hanno il problema di tenersi aggiornate sulle borse di Hermes da sfoggiare alla prossima colazione tra amiche. Ma soprattutto non lo leggo perché il loro assurdo, insensato e ridicolo modo di scrivere mi fa rimpiangere le sensazioni provate con la varicella. Leggete queste righe e rabbrividite. 

23 righe. 110 parole (parola più parola meno) di cui 21 provenienti da lingue diverse dall'italiano. Il 19%, signore e signori! E il restante 81% sembra il delirio di uno stilista in preda ai fumi dell'alcol.


Approfittando del fatto che il pupo al momento sta dormendo e sbavando sulla mia spalla sinistra, ho deciso di cimentarmi in una parafrasi di liceale memoria dell'introduzione al suddetto servizio di moda.


"Refined and polished"
L'idea alla base di questo servizio fotografico che mette insieme capre e cavoli, ma con qualcosa che vagamente fa pensare agli anni '60, è quella di una certa eleganza misurata.  Vogue ritiene che tutto ciò si porterà assai nel prossimo autunno. Una [sostantivo random] da vivere giorno per giorno, come una vera fighetta atteggiata milanese provvista di un animo sensible, che si chiava 'ncuollo tutto ciò a cui Vogue deve fare le marchette per campare anche sto mese.
E sta roba include veramente di tutto senza nemmeno un vago accenno di minimo comune denominatore, ma in ogni caso il redattore si è preso la briga di utilizzare espressioni tratte dal lessico artistico.
Quindi in questo servizio troverete cose che tra di loro non ci appizzano manco per niente (tipo la maglia e il vinile) e tutto ciò risulta talmente divertente che vi potrete vestire così alla prossima festa in costume e se vi fate le foto non dovrete nemmeno usare i filtri di Instagram per sembrare delle perfette imbecilli.
Al calar del sole, invece, sembrerete piuttosto una di quelle teatranti isteriche convinte di essere delle donne profonde e tormentate e che, in virtù di questa loro natura, possono conciarsi come Jessica Rabbit. Per fugare ogni dubbio e dichiararvi definitivamente per ciò che siete. Delle cretine totali.

6 commenti:

  1. Nenè, divertentissima come sempre. Grazie di regalarmi queste risate (a volte inizio a ridere da sola davanti al pc e la gente in ufficio mi guarda perplessa). Un abbraccio!

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  2. Io sono come l'anonima qua sopra: rido da sola in ufficio e mi guardano male! ahahahahah!
    Un bacione

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  3. leggi qualche volta Cosmopolitan? è un epigono di Vogue, anche là le frasi di ogni articolo sono lardellate di termini inglesi.
    Esempio: "il primo step per avere un guardaroba very cool, è decidere il mood che volete perseguire per diventare una faboulous woman...." e non scherzo. f.to Albaplena.

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    1. Con la morte nel cuore (sono una storica lettrice di Cosmo) devo ammettere che hai ragione...

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  4. Vogue... Ultimamente piú lo leggo (o meglio, sfoglio) piú penso che sia scritto da maniaci fanatici in preda ai loro deliri. Seriamente, é un po' di tempo che penso a questa cosa e mi dá davvero sui nervi, il tuo post é la conferma che non é solo una mia impressione! É sempre un piacere leggere quello che scrivi!

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