venerdì 12 aprile 2013

Che fretta c'era maledetta primavera?

Stamattina ho preso l'autobus più tardi del solito e ho avuto un'epifania [per quelli di voi che fossero culturalmente svantaggiati, per "epifania" non si intende solo il 6 gennaio, ma si allude anche a una "apparizione", ovvero - in questo caso - alla subitanea realizzazione di un concetto che prima era ignoto a chi lo ha elaborato]. In pratica, sono salita sull'autobus e la gente puzzava. Ma non come puzzava il giorno prima. Avevano una puzza diversa. La puzza della primavera, quel misto di sudore, tessuti acrilici, trucco sfatto, sebo in eccesso e fumo di sigaretta che ti fa' venire voglia di rimettere la pastiera appena ingerita e trasferirti in Norvegia.
Così, ho realizzato che mentre io facevo quotidianamente le 11 di sera in ufficio, là fuori nel mondo la Primavera era arrivata. Con tutte le conseguenze che solitamente la accompagnano, quali: 
- coppiette sedicenni con i brufoli che marinano la scuola per sbaciucchiarsi in luoghi di passaggio,
- turisti con piumini e sandali ai piedi,
- necessità di acquistare calzini di cotone leggeri,
- sfoghi allergici,
- girandole di pollini pericolosissimi,
- gente col trench, gente con la pelliccia e gente a mezze maniche all'interno della stessa stanza,
- voglia di avventure extraconiugali
... ma soprattutto il temuto, famigerato e tuttavia necessario CAMBIO DI STAGIONE.


Il cambio di stagione rappresenta per me uno spauracchio temibile. Esso è la mia più grande paura perché implica uno sforzo fisico ragguardevole, una notevole dose di impegno intellettuale [e mo' dove me lo infilo sto maglione taglio kimono che non si può piegare né appendere , che non va' bene sotto le giacche ed è troppo leggero da solo???] e un intero week end a disposizione. tutte cose di cui, al momento, sono sprovvista. Inoltre durante il cambio di stagione il rischio di fare scelte arbitrarie prettamente dettate dalla stanchezza è altissimo, come quella volta che ho deciso di buttare la metà dei miei jeans solo perché mi andavano un po' stretti e non sapevo dove riporli. Tutto ciò per poi magari ritrovarsi a maggio con 10 gradi.
Insomma, per tutte queste ragioni, io quest'anno ho deciso che il cambio di stagione non lo voglio fare e che accumulerò vestiti per 4 stagioni in tutti gli angoli della casa dove ciò mi sarà consentito.

Ma né la mancanza di spazi domestici né la povertà delle mie finanze potranno impedirmi di fare ciò per cui sono nata e che mi qualifica in quanto essere umano: COMPRARE VESTITI PER ESSERE ALLA MODA.
Quindi, su richiesta di qualcuno e a seguito di approfondite analisi, vi darò indicazioni su come essere alla moda in questa primavera.

1) LA FELPA
Dopo anni trascorsi ai margini della società civile, questa Primavera finalmente lo Sporty Chic si afferma e si prende tante rivincite. Lo avrete notato anche voi che adesso Zara vende le felpe vero? Ecco, non è un caso. Così come non è un caso se la sottoscritta a gennaio ha acquistato questa
ZARA (tipo BOH-è-trascorso-troppo-tempo-e-poi-era-in-saldo)
e poi a marzo questa.
MANGO (tipo 25 euri)
Da notare lo strass che pende dopo 1 sola e unica volta che ho indossato l'indumento!

Come si evince dalle testimonianze fotografiche, la felpa di cui stiamo trattando non è quella sformata e sporca che vi accompagna dalla terza media e che farà anche schifo ma è "così comoda e calda". No. Qui parliamo di felpe totalmente inutili in quanto troppo leggere per il freddo e troppo pesanti per il caldo,  nonché delicatissime in quanto piene di applicazioni, ricami, strass, borchie e roba attaccata a vario titolo così che appena le guardi si autodistruggono. Però a noi piacciono ugualmente. Ci piacciono anche se non abbiamo la più pallida idea di come si indossino.
Dopo notti trascorse a pormi domande importanti del tipo "E adesso con che sfaccetta me la metto quella felpa?" sono giunta alle seguenti conclusioni.

La felpa è OUT nei seguenti casi:
- con il leggings (a meno che non siate delle top model che stanno andando a fare jogging),
- con jeans e Converse,
- con la parte inferiore di una tuta.

La felpa è invece IN nei seguenti casi:
- con jeans ultraslim e stiletto a punta,
- con pantaloncini giro-passera e sandali flat oppure scarpe da tennis (o Converse o Superga o niente),
- con minigonna giro-passera e ballerine (anche il tacco sta sempre bene in questi casi),
- con maxi gonna e qualcosa ai piedi che vi slanci senza farsi notare troppo.


2) COLORI FORTI
Parrebbe che la dittatura dei colori pastello stia giungendo a termine. A me a dire la verità un po' dispiace perché il verdino, il giallino e il rosino mi piacciono moltissimo anche se mi fanno sembrare una malata terminale. Fatto sta che quest'anno questi colori si vedranno poco, sopravanzati da una decisa e compatta schiera di colori decisi, pieni e decisamente sgargianti. In pole position:
1) verde smeraldo
2) fucsia
3) giallo

Ma state serene perché mi sento di affermare che l'era del color blocking è finita. Quindi basta scervellarsi la mattina per trovare un modo di mettere insieme una gonna arancione con un top verde senza sembrare una venditrice di banane! Quest'anno il colore c'è ma si mette un po' per volta, dosato, sapientemente bilanciato da vagonate di bianco, nero e colori neutri. Tipo le giacche che indossava Fiorello quando presentava Karaoke.


3) LE FANTASIE: MAXI RIGHE VS FIORI
Non mi dilungherò troppo su questo punto perché è sotto gli occhi di tutti. Le vetrine straripano di righe alte 15 cm in bianco e nero e noi dobbiamo accettarlo, anche se questa cosa non ci piace.
Io le righe le indosso con costanza e abnegazione da almeno 5 anni, ma devo dire che MMOBBASTAVERAMENTE!
Ma è mai possibile che agli stilisti non venga in mente nient'altro? Ma perché devo sempre andare in giro vestita come una piccola erede degli Agnelli? Ma perché devo sembrare per forza una balena?
In base a queste profonde valutazioni etiche e morali io quest'anno ho deciso che, se proprio deve essere una fantasia, che almeno sia a fiori. E, sia ben inteso, non parlo di teneri fiorellini, ma di ciorazzi seri, ben evidenti, magari su sfondi a contrasto.

Qualche esempio di ciò che intendo:




Tra l'altro, se come me quest'anno siete state invitate a 8 matrimonio, dovreste seriamente valutare l'opzione "abito anni '50 a fiori".

4) CROP TOP
Ve l'avevo già annunciato e - a distanza di tempo - ve lo ribadisco: questa Primavera torna la pancia scoperta. Organizzatevi, fate gli addominali, trattenete il respiro, insomma fate quello che volete ma mettetevi alla prova adesso perché ritorneranno di moda tra 10 anni e, a quel punto, sarà decisamente troppo tardi per noi e le nostre pance.

A seguire i 4 crop top da me acquistati per essere cool con il bel tempo.
La modella la riconoscete, vero? è la stronza bionda di ASOS.
Sul come metterli ho ancora dei problemi dato che le temperature al momento non consentono esperimenti in pubblico. Mi sento tuttavia di sconsigliarli con la vita bassa, dato che purtroppo l'epoca del liceo è finita.

5) PUNTA A PUNTA
Ce le avete presente quelle bellissime decolté di vernice modello Prada anni '50 con punta tonda che avete comprato l'anno scorso? Ecco, scordatevele. Quest'anno la punta è a punta, fatevene una ragione! Ma, siccome non siamo più nel 2001, la punta si è ingentilita ed è diventata bon ton, quindi non potete nemmeno riciclare lo stiletto assassino nero borchiato che avevate comprato per la vostra festa di 18 anni.
In pratica, sarete costrette (poverine!) a comprare un nuovo paio di decolté possibilmente con tacco 6 e slingback (ovvero con tallone scoperto). Spero che il colpo non vi colga troppo impreparate e che riuscirete a reggere al dolore.
Tutto ZALANDO.
Quelle gialle e fucsia già le amo. Regalatemele!
Ma.
Ma se non potete permettervi nulla di tutto ciò perché i vostri risparmi sono pari a circa 15 euri, fate come me e investite in una buona matita per sopracciglia perché il vero trend della Primavera/Estate sono le sopracciglia di Cara Delevigne.


4 commenti:

  1. No ma quelle scarpe non si possono vedere... tutto ma loro no. mi rifiuto!

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    1. Non te ne piace nessuna proprio?

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    2. Forse la seconda scarpa, in alto a destra...

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