lunedì 7 gennaio 2013

L'Agenda Cherie per il 2013

Ultimamente il panorama politico italiano è scosso da un turbine di colpi di scena: gente che si ritira e che dopo 2 mesi riappare col Borsalino in testa, comici che fondano movimenti autarchici, magistrati dell'antimafia che si danno collettivamente alla politica, tecnici che monopolizzano i media e altre amenità.
Quindi ho pensato che anche io, nel mio piccolo, avrei qualcosa da offrire a questo paese in termini di cazzate. 

Nasce così l'Agenda Cherie 2013: un programma per lo sviluppo, la crescita e la figosità nazionale. Un programma che ci salverà dal declino, che contrasterà lo spread e restituirà all'Italia quel ruolo di faro della civiltà che essa ha perso con la fine del Rinascimento. Un programma che, soprattutto, ci renderà carine, senza peli, ben vestite e che eliminerà gli aspetti più riprovevoli della triste realtà quotidiana.

L'Agenda Cherie 2013 vuole migliorare significativamente la società in cui viviamo mettendo in pratica i seguenti 10 punti:

1) costituzionalizzazione del diritto di ogni donna ad almeno un ciclo da 12 sedute di luce pulsata alla gambe e 6 all'inguine: perché un paese afflitto dai peli superflui è un paese in catene che non conosce la libertà di mettersi una gonna o di fare sesso occasionale senza averlo preventivato con 2 giorni di anticipo.

2) liberalizzazione dei saldi: perché non è detto che ogni 5 gennaio io debba fare a mazzate con la gente! La liberalizzazione dei saldi permetterebbe di distribuire sull'arco di 365 giorni la cattiveria e la violenza che attualmente si concentrano in una mattinata con notevoli benefici per il vivere civile.

3) abolizione del Senato: perché nessuno ne ha mai capito l'utilità.

4) più rosa cipria e verde salvia per tutti: perché dove c'è il rosa cipria e il verde salvia sono tutti più belli, bravi e buoni. E carini. Soprattutto carini.

5) abolizione del giaccone-piumino in città: perché se io, che d'estate dormo con la coperta, posso farne a meno allora il mondo intero può farne a meno. Il piumino ci rende brutti e sciatti. Il cappotto ci rende eleganti e sofisticati. Multe salate ai portatori di piumino.

6) incentivi all'acquisto dei costumi a fascia: perché i costumi push up con la coppa fanno tanto anni '90 e perché bisogna sfoggiare con orgoglio la propria seconda scarsa.

7) abolizione del costume a mutandina per l'uomo: perché quello che la natura vi ha dato in dono va scoperto  solo al momento giusto e non sbandierato ai 4 venti. 

8) calmieramento dei prezzi dei parrucchieri nei grandi centri urbani: perché l'ho capito che hai fatto l'hair stylist a Londra però, amore bello, 200 euri per uno shatush e una spuntatina mi pare un po' eccessivo.

9) patrimoniale sui tanga: i tanga (o perizoma che dir si voglia), proprio come Pamela Anderson, sono un residuo della fine degli anni '90, un ostacolo sulla via della crescita, dello sviluppo e della corretta deambulazione. Chi si ostina a perpetuare questa oscenità deve pagare il proprio contributo alla società.

10) obbligo di indossare il cappello (almeno in estate e inverno): così la smetterò di sentirmi l'unica scema che gira con turbanti di lana e cappelli di paglia e saremo un mondo di scemi con teste improbabili.

Se siete d'accordo iniziate a raccogliere le firme che mi candido, così forse almeno un giorno potrò andare in pensione anche io. Grazie!

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