mercoledì 9 gennaio 2013

Perché odio Twitter

Fare la Fescion Bloggher è decisamente impegnativo. Oltre al fatto che dovresti cercare - almeno tendenzialmente - di avere i capelli puliti e di abbinare i colori quando esci di casa, ci sono tante altre tediose incombenze da espletare. La peggiore di esse è senza ombra di dubbio Twitter.


La sequenza logica è la seguente: apro un blog, posto su FB, apro una pagina FB dedicata al blog e poi arriva l'amico di turno che mi guarda schifato e mi dice "Ma come? non usi Twitter? guarda che è uno strumento eccezziunale veramente". 
E io rispondo "No, amico, non sono d'accodo. Non uso Twitter perché FB me lo feci per sbaglio e ora che sono finalmente uscita dalla spirale di dipendenza figurati se mi vado a impegolare in un altro social network". Poi, con la coerenza e la fermezza di propositi che mi contraddistingue da sempre, inizio a usare Twitter. E scopro che è il Male.

Lo so che il pensiero ufficiale sostiene che FB è per subumani tamarri che cercano di rimorchiare mentre Twitter è un social network intellettuale e sofisticato che favorisce l'informazione. Si. Credeteci. Twitter è la quintessenza della megalomania. Uno strumento diabolico al servizio di personalità disturbate il cui unico scopo nella vita è incrementare il numero dei propri Follower. E che per farlo sarebbero disposte a cavare gli occhi alle proprie madri.

La prima e più sconcertante caratteristica di Twitter è che non funziona come FB. Tutto deve essere sintetizzato in 140 micragnosi caratteri [punteggiatura compresa!], il layout e l'impatto visivo sono molto poveri e deludenti, l'interazione è bassa e molto confusionaria, ogni parola è preceduta da un @ oppure un # [cosa che causa in me un costante mal di testa].

Arrivata a questo punto io già avrei voluto mollare ma, per amore di QCLFBND, ho resistito.

Il meccanismo dei Follower e dei Following dovrebbe essere ormai noto a tutti dato che i telegiornali italiani considerano l'acquisto di Follower da parte di personaggi pubblici un crimine assimilabile all'omicidio plurimo aggravato.
Comunque funziona così. Ti iscrivi a Twitter e sei l'unico del tuo giro di amicizie perché gli altri sono ancora su FB a stalkerare i nuovi parner degli ex. Inizi a seguire gente a cazzo di cane [solitamente bloggher che stimi, giornalisti e pseudo intellettuali e gente che ti viene proposta]. Ti annoi da morire. Poi qualcuno dei tuoi Following retwitta [oddio come parlo?] un soggetto che pare simpatico e inizi a seguirlo così ti annoi un po' meno. Nel frattempo gente sfigata almeno quanto te ti inizia a seguire e tu ti chiedi attraverso quale oscuro meccanismo siano a te pervenuti tali soggetti. Dopo un paio di mesi hai la TL [timeline] intasata di soggetti monomaniaci con gravi problemi di ego che trascorrono la giornata a fare battute o a dire cose "intelligenti". 

Infatti una paradossale caratteristica di Twitter è che premia le personalità logorroiche e senza nessun senso della misura. Mentre su FB è regola non detta che più posti più sei un idropene saturo senza una vita sociale degna di questo nome, su Twitter no! Più twitti e più sei figo e più Follower hai. La gente su Twitter arriva a pubblicare centinaia di cose quotidianamente e nessuno osa pensare che siano tutti dei nullafacenti debosciati che non studiano, non lavorano e passano le giornate a pensare a quale affermazione possa innescare un maggior numero di retwit. No, sono fighi!

Comunque una delle attività predilette dal popolo di Twitter [nonché quella che genera in me più orrore e disgusto] è il Live Twitting. Dicesi Live Twitting quando stai in pigiama sul divano a guardare l'ultima puntata del tuo telefilm preferito e - tra una caccola e l'altra - commenti ciò che stai vedendo in diretta su Twitter insieme ad altri debosciati che si scaccolano come te. Ora, se questa spregevole usanza si applicasse a Dexter o Mad Men io lo potrei anche capire, ma no! Loro live-twittano su X Factor, su Miss Italia e Pechino Express. Ovvero lo tsunami dell'attività cerebrale.

Un'altra attività molto amata su Twitter è esercitare l'arte tutta italiana della polemica fine a se stessa e del litigio, facilitato dal fatto che la persona con cui stai litigando e a cui stai dando del "cazzone avariato" non l'hai mai visto in faccia e ci sono poche probabilità che costui venga sotto casa tua a darti quella bastonata sulle gengive che ti sei faticosamente meritato.


Ma veniamo alle Twit-star ovvero a coloro che hanno indicativamente più di 5.000 Follower ma che seguono a loro volta non più di 250 soggetti [da cui si deduce la regola matematica fondamentale per cui ti puoi fregiare del titolo di "Twit-star" solo se il tuo rapporto Follower/Following è almeno pari a 20]. Le Twit-star hanno solitamente per i loro Follower la stessa considerazione che Ramses aveva per i suoi schiavi: la loro esistenza contava molto meno della vita di un topo ma se per caso provavano a scappare succedeva il finimondo. Su Twitter funziona proprio così. Per quanti sforzi tu faccia le Twit-star non ti cagano di striscio a meno che: A) tu non sia a tua volta una Twit-star, B) tu non smetta di seguirli tramite l'atto peggiore che Twitter conosca, il Defollow [nel qual caso iniziano a maledirti pubblicamente, accusandoti di essere una spia comunista].


In buona sostanza, la frequentazione di Twitter mi ha fatto seriamente rivalutare il tanto bistrattato, vituperato e odiato FB. Si perchè su FB almeno la condivisione si limita ad amici, parenti e conoscenti mentre su Twitter non c'è un limite alla condivisione: i cazzi tuoi li possono sapere tutti, ma proprio tutti, anche gente che non proprio che farsene. Ma soprattutto FB si è dimostrato uno strumento democratico non tanto nei fini [che lo so che Zuckerberg ci fa i soldini con i fatti nostri] quanto nei mezzi che sono alla portata di tutti anche del cafonciello semi-analfabeta nonché dei nostri attempati genitori. Twitter invece è elitario e lo rimarrà per sempre. E per questo mi starà sempre sulla punta delle tube di Fallopio.

Questo ovviamente non esime quelli di voi che utilizzano Twitter a seguirmi (@NeneCherie)!

5 commenti:

  1. Non mi piace Twitter, gli italiani lo usano per "fare i fighi" con frasi a effetto quasi sempre polemiche e sgradevoli (no grazie, ragazzi la vita è già complicata!) sembrano un branco di isterici e mestruate
    all'estero va beh è solo business, utilità non ne vedo, come in tutti social network del resto, conversazioni fini a se stesse, la fiera dell'ovvio, del banale, mah

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  2. io sono su twitter! non ne sono dipendente e lo uso qualche volte quando mi ricordo di avere un computer. sta di fatto che è grazie a twitter che ho conosciuto la persona più meravigliosa che una persona possa incontrare sulla faccia della terra!! è vero, hai ragione che ci sono i "morti di follower", ma è la gente ad essere stupida. se una cosa viene usata bene, allora è un bene. se poi ci si limita ad essere cazzoni, fatti loro!! comunque..lettura interessante C;

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